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Cielo di settembre 

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Lunedì, 28 Agosto 2017,  8:00 -  5:00
   

PIANETI

Mercurio: dopo la congiunzione con il Sole avvenuta lo scorso 26 agosto, il pianeta ricompare al mattino. In pochi giorni aumenta significativamente la sua altezza sull’orizzonte orientale, dove possiamo tentarne l’osservazione il mattino presto, in particolare nel corso della seconda decade del mese. La massima elongazione mattutina è raggiunta, infatti, il 12 settembre, con una distanza angolare dal Sole non molto elevata (17° 56’): Mercurio sorge 1 ora e 32 minuti prima del Sole. Nella seconda parte del mese il pianeta si riavvicina repentinamente al Sole.

Venere: il pianeta più luminoso è ancora visibile il mattino. L’intervallo di tempo per osservarlo si riduce gradualmente nel corso delle settimane. Dopo il massimo registrato ad agosto, quando Venere sorgeva tre ore prima del Sole, a fine settembre il pianeta sorge poco più di due ore prima della nostra stella. Il giorno 10 Venere passa dalla costellazione del Cancro a quella del Leone, dove si avvicina progressivamente a Marte.

Marte: l’osservabilità di Marte è simile a quella di Mercurio all’inizio del mese – i due pianeti sono in congiunzione tra loro il 2 settembre – mentre a fine settembre il pianeta rosso si osserva poco più in basso rispetto a Venere sull’orizzonte orientale. Nei primi giorni del mese è molto difficile da osservare, essendo ancora molto basso e quasi indistinguibile tra le luci dell’alba. A fine settembre l’altezza sull’orizzonte diventa sufficiente per poterlo individuare senza difficoltà poco prima del sorgere del Sole, nella costellazione del Leone.

Giove: il pianeta gigante, sempre più basso sull’orizzonte, ormai lo si può osservare solo per un breve intervallo di tempo poco dopo il tramonto del Sole. Giove si trova ancora nella costellazione della Vergine dove, il 5 settembre, si torva in congiunzione con Spica, la stella più luminosa della costellazione.

Saturno: anche per Saturno si riduce il tempo a disposizione per l’osservazione, dato che continua ad anticipare l’orario del suo tramonto. Lo si può comunque seguire ancora facilmente a Sud – Ovest sull’orizzonte occidentale nel corso delle prime ore della sera. Saturno si trova ancora nella costellazione dell’Ofiuco.

COSTELLAZIONI

Il cielo di settembre ci consente di osservare ancora buona parte di quelle costellazioni che hanno caratterizzato la volta celeste nella parte centrale dell'estate. Ora però gli astri che eravamo abituati a vedere ben alti in cielo intorno alla mezzanotte, sono invece spostati verso occidente dove si accingono a tramontare. Nelle prime ore della sera sarà possibile scorgere sull'orizzonte lo Scorpione, seguito dal Sagittario e, più in alto, dall'Ofiuco e da Ercole.
Più a Nord - Ovest tramonta invece la brillante stella Arturo, nella costellazione del Bootes: al suo fianco sinistro notiamo la piccola costellazione della Corona Boreale.
Qualche ora più tardi sarà il turno del Triangolo Estivo ad avviarsi verso l'orizzonte occidentale, ne ricordiamo ancora una volta le componenti principali: sopra il Sagittario troviamo l'Aquila, con la stella Altair che rappresenta il primo dei tre vertici del Triangolo.
La stella più brillante delle tre è invece Vega, nella Lira. La figura geometrica è completata da Deneb, la coda del Cigno. Con l'aiuto della mappa del cielo si potranno facilmente identificare anche le costellazioni minori, disposte tra l'Aquila e il Cigno; in particolare, sono riconoscibili la Volpetta, la Freccia e il Delfino.
Tornando alla fascia zodiacale, le costellazioni visibili verso Sud in questo periodo sono meno spettacolari e di più difficile identificazione rispetto a quelle osservate nei mesi precedenti.
Capricorno, Acquario e Pesci sono piuttosto estese, ma prive di stelle brillanti.
Più facile da trovare la minuscola costellazione dell'Ariete, che vedremo sorgere a Est.
Per riconoscere queste costellazioni possiamo sfruttare gli allineamenti delle stelle più brillanti delle costellazioni che troviamo nelle vicinanze: Acquario e Pesci ad esempio si trovano proprio sotto il grande quadrilatero di Pegaso, il cavallo alato, che dopo il tramonto domina il cielo di Sud-Est.
Partendo da Pegaso, verso Nord-Est, troviamo la costellazione di Andromeda, dove anche con un semplice binocolo (ma in cieli molto oscuri la si intravede già a occhio nudo) è possibile osservare l'omonima galassia. Andromeda è seguita da Perseo, con una forma che ricorda una "Y" rovesciata.
Più in alto rispetto ad Andromeda e Perseo, spostandoci a Nord verso la Stella Polare, troviamo Cassiopea, con la sua caratteristica forma a "W", e la meno appariscente costellazione di Cefeo.
Tra Perseo e Cassiopea c'è un altro noto oggetto del profondo cielo che merita di essere osservato: si tratta del cosiddetto "Doppio Ammasso del Perseo".
I due ammassi contengono complessivamente circa 400 stelle e distano da noi oltre 7.000 anni luce, separati da circa un migliaio di anni luce l'uno dall'altro.
Il "Doppio Ammasso" è un oggetto molto esteso: la visione migliore la si può avere con un binocolo, che permette di ammirare entrambe le concentrazioni di stelle, che di norma non entrano nel ristretto campo inquadrato da un telescopio.
Completiamo la descrizione della volta celeste con l'Orsa Maggiore, che troviamo a Nord - Ovest, accompagnata dal Dragone, un "serpente" di stelle che si snoda tra le due Orse.

dal sito ufficiale UAI

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