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Cielo di Novembre 

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Mercoledì, 01 Novembre 2017,  8:00 -  5:00
   

Novembre

PIANETI

Mercurio: Mercurio non si allontana molto dal Sole e rimane comunque basso sull’orizzonte occidentale: non sarà semplice individuarlo nella luce del crepuscolo dopo il tramonto del Sole. Nel corso dell’ultima decade di novembre si verifica il periodo più favorevole. La massima elongazione serale, con il pianeta a 22° dal Sole, viene raggiunta il giorno 24 . La sera del 27 osserviamo il tramonto più ritardato, ad 1 ora e 10 minuti dopo quello del Sole.

Venere: dopo aver dominato i cieli del mattino per gran parte dell’anno in corso, il pianeta più luminoso si avvicina repentinamente al Sole ed è ormai osservabile con difficoltà, molto basso sull’orizzonte orientale, dove a fine novembre sorge appena 45 minuti prima del Sole, quando le luci dell’alba già illuminano il cielo. Per questa ragione non sarà facile osservare la stretta congiunzione con Giove, che si verifica il 13 novembre. Nel corso della stessa giornata del 13 Venere lascia la costellazione della Vergine e fa il suo ingresso nella Bilancia.

Marte: dei tre pianeti visibili al mattino presto, insieme a Venere e Giove, Marte è quello osservabile con maggiore facilità, trovandosi più alto in cielo sull’orizzonte orientale prima del sorgere del Sole. Nel corso del mese il pianeta rosso percorre un ampio tratto della costellazione della Vergine, fino a raggiungere la congiunzione con la stella Spica il 28 novembre.

Giove: dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, Giove torna visibile al mattino presto. Per alcune settimane sarà ancora molto basso sull’orizzonte orientale, confuso tra le luci dell’alba. Varrà la pena tentare l’osservazione della congiunzione con Venere la mattina del giorno 13. Giove passa dalla costellazione della Vergine a quella della Bilancia il 15 novembre.

Saturno: tra i pianeti visibili ad occhio nudo Saturno è rimasto l’unico osservabile in orario serale, ma limitatamente ad un breve intervallo di tempo poco dopo il tramonto del Sole, e con difficoltà, data la sua altezza sull’orizzonte occidentale ormai ridottissima e destinata a diminuire ulteriormente, nell’imminenza della congiunzione con il Sole. Da segnalare, dopo una prolungata permanenza nella costellazione dell’Ofiuco, il passaggio al Sagittario il 19 novembre.

COSTELLAZIONI

Allo spengersi delle ultime luci del crepuscolo avremo ancora l'opportunità di ammirare brevemente, sull'orizzonte occidentale, alcuni degli astri caratteristici del cielo estivo.
Li rammentiamo ancora una volta: possiamo riconoscere il "Triangolo Estivo", ai cui vertici troviamo le stelle Altair dell'Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno.
Subito dopo il tramonto sarà possibile scorgere anche Ercole, in basso sull'orizzonte a Nord Ovest. Lungo la fascia zodiacale nelle prime ore della sera possiamo riconoscere il Capricorno e l'Acquario, privi di stelle particolarmente brillanti.
Proseguendo verso Sud, troviamo i Pesci e la minuscola costellazione dell'Ariete.
Verso Est vedremo sorgere le costellazioni zodiacali che domineranno il cielo nell'imminente inverno: vedremo così prima il Toro e successivamente i Gemelli.
In tarda serata nel cielo orientale si inizieranno a vedere altre costellazioni, prossime protagoniste dei cieli invernali: il Cancro, a sinistra dei Gemelli, e nella seconda parte della notte, il Leone.
Inconfondibili, a Sud-Est nelle prime ore della notte, le costellazioni di Orione e del Cane Maggiore, con la luminosissima Sirio.
Sopra i Gemelli e il Toro è facilmente identificabile un'altra costellazione che vedremo ben alta in cielo per i prossimi mesi: si tratta dell'Auriga, dalla caratteristica forma a pentagono, in cui uno dei vertici è rappresentato da una delle stelle più luminose della volta celeste, Capella.
In prossimità dello zenit, sulla nostra verticale, il grande quadrilatero di Pegaso, seguito, verso Nord Est, da Andromeda e da Perseo e, più vicine al Polo Nord Celeste, la "W" di Cassiopea e il meno appariscente Cefeo.
Vale la pena soffermarsi anche sulla piccola costellazione del Triangolo, tra Andromeda e l'Ariete: in essa si trova la Galassia a spirale M33, ben nota a tutti gli astrofili: è la terza componente per importanza del "Gruppo Locale", la concentrazione di galassie di cui fanno parte la nostra Via Lattea e la notissima Galassia di Andromeda.
A Settentrione troviamo come sempre l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore, con la Stella Polare immobile ad indicarci il Nord; tra le due Orse possiamo riconoscere il Dragone.

PIOGGE DI METEORE

le più conosciute sono quelle delle Tauridi e delle Leonidi. Le prime sono note per la loro lunga durata, che si protrae da metà settembre a dicembre, le seconde perché legate a spettacolari apparizioni, con considerevoli tempeste saltuarie di stelle cadenti.

In questo mese le Tauridi sembrano irradiarsi da un’area a pochi gradi sud ovest delle Pleiadi. Si tratta di una corrente meteorica molto complessa, originata probabilmente in buona parte da residui della disintegrazione della cometa Encke, mescolati a frammenti asteroidali. L’area radiante appare molto diffusa, ma con una certa evidenza sono riscontrabili due componenti, rispettivamente a nord e a sud dell’eclittica, distanti tra loro circa 12 gradi in declinazione.
Durante la prima quindicina del mese, in genere si assiste a un aumento del loro numero, dovuto al sommarsi dei momenti di loro maggiore attività, rispettivamente intorno al 2/3 novembre (Tauridi sud) e al 12 novembre (Tauridi nord). Quest’anno però solamente quest'ultima componente sarà favorevole all'osservazione, in quanto non disturbata dal chiarore della Luna. Verso il 7-8 del mese, che corrisponde al nodo orbitale origianario della cometa, potrebbe essere osservata la maggior frequenza delle Tauridi più luminose.

Le Leonidi sono senza dubbio la corrente più famosa, ma le loro apparizioni non sempre sono all’altezza della loro fama. Ci sono periodi in cui sono equiparabili per attività a uno sciame minore e altri in cui mostrano degli exploit memorabili. Comunque ogni anno verso il 16-17-18 novembre la Terra incontra regioni di spazio che contengono qua e là particelle rilasciate nel susseguirsi dei passaggi al perielio dalla cometa Tempel-Tuttle, anche se solamente nei tratti di orbita vicini alla cometa ci sono le nubi più consistenti di corpuscoli che possono essere poi causa degli exploit più spettacolari. Dato che la Tempel-Tuttle è transitata al perielio alla fine del 1998 e che tornerà dopo 33 anni, quest'anno non possiamo che aspettarci un'apparizione senza sorprese. Ciò che osserveremo sarà la componente annuale, formata da meteore per lo più di debole luminosità, che in genere si mostra con un aumento di frequenza di circa una giornata. L'osservazione sarà senz'altro favorevole poichè la Luna sarà assente. Il radiante vicino alla stella gamma Leonidi sarà visibile sopra l'orizzonte all'incirca dalla mezzanotte in poi.

dal sito ufficiale UAI

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