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Cielo di Ottobre 

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Lunedì, 01 Ottobre 2018,  8:00 -  5:00
   

PIANETI

Mercurio: non sarà facile riuscire ad osservare il pianeta nel corso di questo mese di ottobre a causa della distanza angolare dal Sole e soprattutto l’altezza sull’orizzonte, il pianeta rimane sempre molto basso in cielo. Non sarà facile distinguerlo nella luce del crepuscolo serale. A fine mese Mercurio tramonta circa 50 minuti dopo il Sole.


Venere: all’inizio del mese Venere tramonta ormai solo pochi minuti dopo il Sole e sarà difficile riuscire a vederlo quando ormai sta per toccare l’orizzonte ad Ovest. Il 26 ottobre Venere si trova in congiunzione con il Sole. Non dovremo attendere a lungo per osservarlo di nuovo, ma lo si potrà fare nel cielo del mattino, prima del sorgere del Sole. Nei primi giorni di ottobre Venere compie una breve escursione nella costellazione della Bilancia, per poi tornare, quando ormai non è più osservabile, nella Vergine.



Marte: a ottobre possiamo osservare la culminazione di Marte a Sud nel corso delle prime ore di oscurità. Anche se l’orario del suo tramonto anticipa gradualmente, abbiamo ancora a disposizione la prima parte della notte per osservarlo a Sud-Ovest. Nel corso del mese Marte attraversa un ampio tratto della costellazione del Capricorno.


Giove: all’inizio del mese tramonta poco più di un’ora dopo Venere, pertanto lo si può individuare ad Ovest nel crepuscolo serale, molto basso sull’orizzonte. A fine mese la sua osservabilità è analoga a quella di Mercurio, con cui si trova in congiunzione il giorno 30. Giove percorre un tratto della costellazione della Bilancia avvicinandosi al limite con lo Scorpione.


Saturno: anche in questo mese il pianeta si mantiene quasi equidistante da Marte e Giove. Tramonta quindi dopo il pianeta gigante ma ben prima del pianeta rosso. Possiamo quindi osservarlo solo nelle prime ore delle sera, a Sud-Ovest, nella costellazione del Sagittario.

COSTELLAZIONI

Una volta spente le ultime luci del crepuscolo serale, avremo appena il tempo di vedere ad occidente il tramonto del Bootes con la brillante stella Arturo, subito seguito dall'Ofiuco e da Ercole.
Abbiamo a disposizione qualche ora in più per vedere ancora una volta il "Triangolo Estivo", del quale ricordiamo i componenti: ai vertici troviamo le stelle Altair dell'Aquila, Vega della Lira e infine Deneb del Cigno. 
Lungo l'eclittica cominciano ad apparire ad Est le costellazioni dello Zodiaco che vedremo alte in cielo per i successivi mesi dell'Autunno e dell'Inverno: in tarda serata sorgeranno prima il Toro e successivamente i Gemelli.
Ad Ovest, poco dopo il tramonto del Sole, potremo vedere un'ultima volta per quest'anno il Sagittario; a Sud - Ovest il Capricorno e l'Acquario, privi di stelle particolarmente brillanti, non offrono punti di riferimento rilevanti.
La costellazione dei Pesci è anch'essa poco appariscente, ma la sua posizione, a Sud di quella di Pegaso, ne facilita il ritrovamento sulla volta celeste.
Ancora più ad Est è facile identificare la piccola costellazione zodiacale dell'Ariete. Il grande quadrilatero di Pegaso, il cavallo alato, situato ben alto nel cielo in questa stagione, quasi allo zenit - cioè sulla verticale sopra le nostre teste.
Tra Pegaso e la Stella Polare, quest'ultima come sempre ferma in cielo ad indicare il Nord, troviamo Cassiopea, con la sua inconfondibile forma a "W", e Cefeo, una costellazione un po' più difficile da riconoscere essendo priva di stelle brillanti.
Dal vertice nord-est del quadrilatero di Pegaso inizia un allineamento di 3 stelle piuttosto luminose: si tratta della costellazione di Andromeda.
Proseguendo ancora sullo stesso allineamento, sull'orizzonte nord-orientale, sopra la brillante stella Capella (della costellazione dell'Auriga), possiamo riconoscere il Perseo, con una forma che ricorda una "Y" rovesciata.
Tutte queste costellazioni sono legate da una notissima leggenda della mitologia classica.
Parlando di queste costellazioni, non si può fare a meno di citare due oggetti del cielo tra i più ammirati dagli astrofili. Si tratta di oggetti molto facili da osservare, adatti anche a chi si avvicina per la prima volta all'osservazione astronomica.
Iniziamo con il "Doppio Ammasso del Perseo": si trova nella zona di cielo tra Perseo e Cassiopea ed è già visibile ad occhio nudo in cieli oscuri e senza Luna, ma diventa spettacolare già con un semplice binocolo.
Complessivamente i due ammassi sono costituiti da circa 400 stelle, e distano da noi oltre 7.000 anni luce.
Guardiamo adesso la costellazione di Andromeda: delle 3 stelle più brillanti che troviamo vicino a Pegaso, prendiamo a riferimento quella centrale.
Spostiamoci da lì verso Cefeo: con l'aiuto di una mappa, non sarà difficile notare anche con un binocolo (ma in cieli molto bui si può intravedere anche ad occhio nudo) una leggera nebulosità a forma di ellisse schiacciata: è la famosa Galassia di Andromeda, omonima della costellazione che la ospita.
Andromeda è la galassia più vicina alla nostra Via Lattea, ma i "grandi numeri" che la caratterizzano non mancheranno di emozionare chi per la prima volta potrà osservarla attraverso un telescopio: si trova comunque alla distanza di circa 2 milioni e mezzo di anni luce (un anno luce è pari a circa 9.460,8 miliardi di km), ha un diametro di circa 200.000 anni luce secondo le stime più recenti e contiene oltre 100 miliardi di stelle!
Concludiamo il tour del cielo con l'Orsa Maggiore, che in questo periodo troviamo bassa sull'orizzonte settentrionale.
Tra le due Orse possiamo riconoscere il Dragone.

 

DAL SITO UFFICIALE UAI

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