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Cielo di Novembre 2018 

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Giovedì, 08 Novembre 2018,  8:00 -  5:00
   

PIANETI

Mercurio: l’osservazione del pianeta più vicino al Sole rimane difficile nella luce del crepuscolo serale. Mercurio purtroppo rimane sempre estremamente basso sull’orizzonte occidentale. La massima elongazione (distanza angolare dal Sole) pari a circa 23°, si verifica il 6 novembre. La sera del 10 si verifica invece il tramonto più ritardato, che avviene 58 minuti dopo quello del Sole.
Venere: il pianeta più luminoso, all’inizio del mese sorge appena mezz’ora prima del Sole. A fine novembre, elevandosi repentinamente sull’orizzonte orientale, sorge ben 3 ore e mezza prima del Sole. Lo possiamo quindi osservare già alto in cielo tra le luci dell’alba. Per tutto il mese Venere rimane nella costellazione della Vergine.
Marte: l’osservabilità del pianeta rosso rimane quasi invariata rispetto a quella dei mesi precedenti. Per tutto il mese Marte tramonta intorno alla mezzanotte: l’orario del suo tramonto anticipa con il passare del tempo, ma solo di pochi minuti. Nelle prime ore della notte possiamo quindi osservarlo agevolmente a Sud-Ovest. Il giorno 11 Marte lascia la costellazione del Capricorno, dove era rimasto a lungo, dal mese di maggio, e fa il suo ingresso nell’Acquario.
Giove: il pianeta gigante è ormai inosservabile. Uno dopo l’altro i pianeti che ci hanno fatto compagnia per tutta l’estate ci salutano. Dopo Venere in ottobre, giunge il turno di Giove, che si trova in congiunzione con il Sole il 26 novembre. Dopo una lunga permanenza nella costellazione della Bilancia, il 20 novembre Giove raggiunge la costellazione dello Scorpione.
Saturno: anche l’osservabilità di Saturno ha ormai i giorni contati. Il pianeta si abbassa sempre più sull’orizzonte a Sud-Ovest e lo si può individuare solo per un breve intervallo di tempo poco dopo il tramonto del Sole. Infatti a fine mese Saturno tramonta appena due ore dopo il Sole. Il pianeta di trova ancora nella costellazione del Sagittario.
Urano: dopo l’opposizione al Sole avvenuta in ottobre, il pianeta è ancora osservabile praticamente per l’intera notte. Lo si può quindi individuare agevolmente e seguirlo in cielo mentre nel corso della prima parte della notte si eleva fino a culminare a Sud. Urano prosegue il suo lentissimo moto retrogrado nella costellazione dell’Ariete.
Nettuno: il pianeta è osservabile nel corso della prima parte della notte. Nella prime ore della sera lo si può osservare al culmine in direzione Sud. Intorno alla mezzanotte lo si trova ormai molto basso sull’orizzonte occidentale. Nel corso del mese l’intervallo di tempo disponibile per osservarlo si riduce progressivamente. Per individuare Nettuno è necessario l’ausilio di un telescopio, essendo la luminosità del pianeta inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Dopo un periodo di spostamento con moto retrogrado, dal 25 novembre il pianeta torna a muoversi con moto diretto, ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere a lungo, fino all’anno 2022.
COSTELLAZIONI
In prima serata possiamo ancora riconoscere, ad ovest,  il "Triangolo Estivo", ai cui vertici troviamo le stelle Altair dell'Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno.
Subito dopo il tramonto sarà possibile scorgere anche Ercole, in basso sull'orizzonte a Nord Ovest. Lungo la fascia zodiacale nelle prime ore della sera possiamo riconoscere il Capricorno e l'Acquario, privi di stelle particolarmente brillanti.
Proseguendo verso Sud, troviamo i Pesci e la minuscola costellazione dell'Ariete.
Verso Est vedremo sorgere le costellazioni zodiacali che domineranno il cielo nell'imminente inverno: vedremo così prima il Toro e successivamente i Gemelli.
In tarda serata nel cielo orientale si inizieranno a vedere altre costellazioni, prossime protagoniste dei cieli invernali: il Cancro, a sinistra dei Gemelli, e nella seconda parte della notte, il Leone.
Inconfondibili, a Sud-Est nelle prime ore della notte, le costellazioni di Orione e del Cane Maggiore, con la luminosissima Sirio.
Sopra i Gemelli e il Toro è facilmente identificabile un'altra costellazione che vedremo ben alta in cielo per i prossimi mesi: si tratta dell'Auriga, dalla caratteristica forma a pentagono, in cui uno dei vertici è rappresentato da una delle stelle più luminose della volta celeste, Capella.
In prossimità dello zenit, sulla nostra verticale, godono ancora di visibilità ottimale le costellazioni di Pegaso, seguito, verso Nord Est, da Andromeda e da Perseo e, più vicine al Polo Nord Celeste, la "W" di Cassiopea e il meno appariscente Cefeo.
Vale la pena soffermarsi anche sulla piccola costellazione del Triangolo, tra Andromeda e l'Ariete: in essa si trova la Galassia a spirale M33, ben nota a tutti gli astrofili: è la terza componente per importanza del "Gruppo Locale", la concentrazione di galassie di cui fanno parte la nostra Via Lattea e la notissima Galassia di Andromeda.
A Settentrione troviamo come sempre l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore, con la Stella Polare immobile ad indicarci il Nord; tra le due Orse possiamo riconoscere il Dragone.

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