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Cielo di Gennaio 2019 

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Domenica, 30 Dicembre 2018,  8:00 -  5:00
   

PIANETI

Mercurio: All’inizio di gennaio sorge circa un’ora prima del Sole e appare molto basso sull’orizzonte orientale. In seguito il pianeta sarà del tutto inosservabile e si troverà in congiunzione con il Sole il 30 gennaio.

Venere: a inizio anno lo si può osservare ancora a lungo, circa 3 ore e mezza, sempre al mattino, prima del sorgere del Sole. Da non perdere il 22 gennaio la congiunzione con Giove (ma possiamo ammirare i due pianeti anche il 21, in concomitanza con l’eclissi totale di Luna). Venere inizia l’anno nella costellazione della Bilancia, trascorre alcuni giorni, tra il 9 e il 14 gennaio, nello Scorpione, attraversa l’Ofiuco e raggiunge il Sagittario, dove troviamo il pianeta il giorno 31.

Marte: lo possiamo osservare a Sud-Ovest al calare dell’oscurità, per poi vederlo tramontare ad Ovest nel corso della prima parte della notte. Nel corso del mese Marte attraversa un ampio tratto della costellazione dei Pesci.

Giove: il pianeta gigante è tornato protagonista del cielo del mattino, dove lo possiamo osservare a Sud-Est prima del sorgere del Sole. Ricordiamo nuovamente la bella congiunzione con Venere la mattina del 22 gennaio. Giove nel corso del mese percorre una parte della costellazione dell’Ofiuco.

Saturno: il 2 gennaio il pianeta è in congiunzione con il Sole, e rimane pertanto inosservabile per alcune settimane. Verso la fine del mese lo si può cercare al suo sorgere sull’orizzonte a Sud-Est, più basso in cielo rispetto a Venere e Giove. Saturno si trova nella costellazione del Sagittario, dove rimane per tutto l’anno.

Urano: nel corso delle prime ore della sera il pianeta culmina a Sud. Lo si può quindi osservare agevolmente, ancora alto in cielo nella prima parte della notte. Intorno alla mezzanotte Urano si trova sull’orizzonte in direzione Ovest. Dato che la luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo per riuscire ad osservarlo agevolmente è consigliabile l’uso del telescopio. Urano inizia l’anno spostandosi lentamente con moto retrogrado nella costellazione dei Pesci Dal 7 gennaio il movimento torna diretto e il pianeta termina il mese vicino al limite con l’Ariete.

Nettuno: il pianeta è ancora osservabile per breve tempo sull’orizzonte occidentale, poco dopo il tramonto del Sole. Ormai è molto basso in cielo e l’orario del suo tramonto anticipa ulteriormente con il passare dei giorni. La sua luminosità è inaccessibile all’osservazione ad occhio nudo: l’uso del telescopio è necessario per riuscire ad individuarlo. Anche nel 2019 Nettuno rimane per tutto l’anno nella costellazione dell’Acquario.

COSTELLAZIONI

Le costellazioni zodiacali che sorgono ad oriente nelle prime ore della notte sono il Cancro e, di seguito, il Leone. A occidente invece si avviano al tramonto la piccola costellazione dell'Ariete e quella molto più estesa ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso.

Sopra il suo vertice più alto sull'orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l'omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, quasi allo Zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra i Gemelli, l'Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono.

La stella più luminosa dell'Auriga è Capella, termine che in latino significa "capretta". La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni - ma prive di stelle brillanti – della Balena e dell'Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.

Di quest'ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka.

Da non perdere un'osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42.

Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed il Cane Minore, dove brilla un'altra stella facilmente identificabile: Procione.

Chiudiamo il tour della volta celeste rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla Stella Polare nell'Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l'inconfondibile forma a "W", la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l'Orsa Maggiore e la Giraffa.

Dal sito ufficiale UAI

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