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Cielo di Agosto 2019 

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Domenica, 28 Luglio 2019,  8:00 -  5:00
   
PIANETI
 
Mercurio: osservabilità mattutina del pianeta. Alla massima elongazione (distanza angolare) del 9 agosto Mercurio si trova ad oltre 19° dal Sole. Il giorno migliore cercare il pianeta, al mattino presto, sull’orizzonte orientale, tra le luci dell’alba, è il 12 agosto, quando Mercurio sorge un’ora e 33 minuti prima del Sole. A fine mese il pianeta si riavvicina al Sole e torna inosservabile.
 
Venere: si trova in congiunzione con il Sole il 14 agosto. Finalmente il pianeta più luminoso tornerà ad essere visibile in orario serale, ma dovremo attendere alcune settimane. A fine mese sarà ancora vicino al Sole ed estremamente basso sull’orizzonte occidentale. Sarà quasi impossibile riuscire a scorgerlo nella luce del tramonto.
 
Marte: Mentre Venere lascia il cielo del mattino e si accinge a tornare visibile alla sera, Marte si avvia ad un percorso opposto. Termina il proprio periodo di osservabilità serale, avvicinandosi sempre più al Sole, nell’imminenza della congiunzione nei primi giorni di settembre. E’ ormai praticamente inosservabile, molto basso sull’orizzonte occidentale, indistinguibile nella luce del crepuscolo serale.
 
Giove: poco dopo il tramonto del Sole lo possiamo ammirare al culmine a Sud, astro più luminoso del cielo di questa estate. Le condizioni di osservabilità sono ancora ottime nel corso delle prime ore di oscurità. Intorno alla mezzanotte è già basso sull’orizzonte occidentale. L’11 agosto il pianeta inverte la marcia e torna a spostarsi lentamente con moto diretto nella costellazione dell’Ofiuco.
 
Saturno: è ancora visibile in condizioni ottimali per gran parte della notte. Lo si può individuare facilmente ad Ovest di Giove. Culmina a Sud nel corso delle prime ore di oscurità; nelle ore centrali della notte lo possiamo osservare a Sud-Ovest. Saturno prosegue il proprio lento moto retrogrado all’interno della costellazione del Sagittario.
 
COSTELLAZIONI
Se volgiamo lo sguardo verso Sud. Ci troviamo nel Sagittario, costellazione che occupa la zona della volta celeste nella quale è situato il centro della nostra galassia, la Via Lattea. 
Da quell'area si origina un fiume di stelle che si estende tutto intorno a noi e che possiamo seguire alzando lo sguardo e andando in alto e verso sinistra, attraverso il Triangolo Estivo - ovvero le costellazioni dell'Aquila, della Lira e del Cigno. 
Se già ad occhio nudo possiamo apprezzare e intuire l'immensità del disco di stelle in cui siamo immersi, con un binocolo il numero di astri visibili è incalcolabile, e innumerevoli sono le nebulose e gli ammassi stellari che si possono scorgere. Con un telescopio possiamo poi trovare una vera miniera di oggetti del cielo. 
Rimanendo lungo la fascia zodiacale, nelle prime ore della sera c'è ancora tempo per riconoscere le costellazioni della Bilancia e dello Scorpione che si avviano al tramonto verso occidente; a Sud - Est troviamo invece il Capricorno e l'Acquario, costellazioni relativamente grandi ma prive di stelle brillanti e difficilmente riconoscibili senza l'ausilio di una carta del cielo. 
A Nord-Ovest la brillante stella Arturo contende a Vega il primato di astro più luminoso: essa fa parte del Bootes, dall'inconfondibile forma ad aquilone. Alla sua sinistra, la piccola costellazione della Corona Boreale. 
Vega, che già sappiamo riconoscere come uno dei vertici del Triangolo Estivo, insieme a Deneb e Altair, nelle prima parte della notte si trova prossima allo Zenit, proprio sopra le nostre teste, e costituisce un buon punto di riferimento per proseguire il riconoscimento delle altre costellazioni. 
Partendo da Vega e spostandoci verso Ovest possiamo individuare la costellazione di Ercole; più in basso, tra Vega e Antares (la stella più luminosa dello Scorpione) situata l'ampia ma poco appariscente costellazione dell'Ofiuco. 
Ancora nei pressi del Triangolo Estivo, in particolare nelle notti non disturbate dalla luce della Luna, possiamo cimentarci nel riconoscimento delle costellazioni minori, come la Freccia - tra il Cigno e l'Aquila - o il Delfino, facilmente individuabile per la sua forma a rombo. 
In direzione Nord, la Stella Polare è come sempre al centro della famiglia delle Costellazioni Circumpolari. L'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore sono accompagnate, procedendo in senso antiorario, dal Dragone, da Cefeo e, con la caratteristica forma a "W", da Cassiopea. Infine a Est vedremo sorgere il grande quadrilatero di Pegaso, seguito da Andromeda e Perseo, che ritroveremo protagonisti dei cieli autunnali. 
 
Ricordiamo che nel Perseo si trova il "radiante" dello sciame di meteore detto appunto delle "Perseidi" (le famose stelle cadenti)
Per le Perseidi quest'anno (max 12/13 agosto), visto che sarà la fase di plenilunio il 15, si prevede che il disturbo lunare lascierà un'utile finestra osservativa nella seconda parte della notte, quando la Luna ormai bassa sull'orizzonte volgerà al tramonto. Secondo le previsioni il livello di attività oraria (ZHR) non dovrebbe superare di molto le 100 Perseidi, ma dobbiamo aspettarci anche che questo numero possa rivelarsi più basso. Occorre ricordare che tali valori massimi sono teorici e che in realtà la quantità di meteore è sempre ben minore, sia perchè l’area radiante, da cui sembrano provenire le meteore (vicina alla stella eta PER), non è mai allo zenit, e sia perchè i luoghi da cui si osserva non sono mai con cieli trasparenti e scuri, o privi di foschia e di inquinamento luminoso. 
 
dal sito ufficiale UAI
 

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