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Cielo di Novembre 2019 

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Mercoledì, 30 Ottobre 2019,  8:00 -  5:00
   

PIANETI
Mercurio: l’11 novembre, in concomitanza con la congiunzione inferiore di Mercurio con il Sole, si verifica l’atteso transito del pianeta davanti al disco solare. Potremo osservare un puntino nero spostarsi davanti al Sole per tutto il pomeriggio, fino al tramonto. Mercurio ricompare rapidamente al mattino presto e il 28 novembre raggiunge la massima elongazione mattutina, con oltre 20° di distanza angolare dal Sole. Si può cercare Mercurio sull’orizzonte orientale, dove sorge 1 ora e 46 minuti prima del Sole.

Venere: nel mese di novembre l’osservabilità inizia a migliorare sensibilmente. Nella corso della seconda parte del mese l’anticipo del tramonto del pianeta supererà un’ora e mezza rispetto al tramonto del Sole. Da non perdere la congiunzione con Giove del giorno 24. Dall’inizio del mese Venere attraversa la parte superiore della costellazione dello Scorpione; dall’8 novembre lo vediamo nell’Ofiuco, dal giorno 23 inizia ad attraversare il Sagittario.

Marte: il sorgere di Marte anticipa gradualmente con il passare delle settimane, migliorando man mano le opportunità di riuscire ad osservarlo tra le prime luci dell’alba sull’orizzonte a Sud-Est. Marte completa il suo percorso nella costellazione della Vergine e termina il mese di novembre vicino al limite con la Bilancia.

Giove: il pianeta più grande del sistema solare sta per terminare il suo lungo periodo di osservabilità serale. Possiamo osservarlo per breve tempo, prima del suo tramonto, nella prima parte della sera, basso sull’orizzonte occidentale. Tuttavia vale la pena continuare ad osservarlo nell’attesa della spettacolare congiunzione con Venere del giorno 24. Da segnalare, dopo una prolungata permanenza nella costellazione dell’Ofiuco, il passaggio, dal 16 novembre, alla costellazione del Sagittario.

Saturno: anche l’osservabilità di Saturno è ormai limitata alle prima ore della sera. Il pianeta tramonta circa un’ora e mezza dopo Giove. Possiamo quindi osservarlo solo al calare dell’oscurità sull’orizzonte a Sud-Ovest. Saturno chiude un suggestivo corteo di pianeti, preceduto da Giove e Venere. Il pianeta di trova ancora nella costellazione del Sagittario.

Urano: lo si può individuare agevolmente ad Est dopo il tramonto del Sole. Essendo la luminosità del pianeta al limite della capacità di percezione dell’occhio umano, è preferibile osservarlo utilizzando un telescopio. Urano prosegue il suo lento moto retrogrado nella costellazione dell’Ariete.

Nettuno: il pianeta è osservabile nel corso della prima parte della notte. Nella prime ore di oscurità lo si può osservare mentre culmina in direzione Sud. Intorno alla mezzanotte si trova già molto basso sull’orizzonte occidentale, prossimo al suo tramonto. Nel corso del mese l’intervallo di tempo disponibile per osservarlo continua a ridursi. Per individuare Nettuno è necessario l’uso del telescopio, essendo la luminosità del pianeta inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Dopo alcuni mesi di spostamento con moto retrogrado, dal 27 novembre il pianeta torna a muoversi con moto diretto, ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere fino all’anno 2022.

COSTELLAZIONI
Allo spengersi delle ultime luci del crepuscolo avremo ancora l'opportunità di ammirare brevemente, sull'orizzonte occidentale, alcuni degli astri caratteristici del cielo estivo.
Li rammentiamo ancora una volta: possiamo riconoscere il "Triangolo Estivo", ai cui vertici troviamo le stelle Altair dell'Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno.
Subito dopo il tramonto sarà possibile scorgere anche Ercole, in basso sull'orizzonte a Nord Ovest. Lungo la fascia zodiacale nelle prime ore della sera possiamo riconoscere il Capricorno e l'Acquario, privi di stelle particolarmente brillanti.
Proseguendo verso Sud, troviamo i Pesci e la minuscola costellazione dell'Ariete.
Chi osserva da luoghi con l'orizzonte meridionale privo di ostacoli - in pianura o sul mare - può cimentarsi nel riconoscimento delle costellazioni che si estendono al di sotto dell'eclittica: la Balena e più a Ovest, sotto l'Acquario, il Pesce Australe, dove si può facilmente riconoscere una stella brillante, Fomalhaut.
Verso Est vedremo sorgere le costellazioni zodiacali che domineranno il cielo nell'imminente inverno: vedremo così prima il Toro e successivamente i Gemelli.
In tarda serata nel cielo orientale si inizieranno a vedere altre costellazioni, prossime protagoniste dei cieli invernali: il Cancro, a sinistra dei Gemelli, e nella seconda parte della notte, il Leone.
Inconfondibili, a Sud-Est nelle prime ore della notte, le costellazioni di Orione e del Cane Maggiore, con la luminosissima Sirio.
Sopra i Gemelli e il Toro è facilmente identificabile un'altra costellazione che vedremo ben alta in cielo per i prossimi mesi: si tratta dell'Auriga, dalla caratteristica forma a pentagono, in cui uno dei vertici è rappresentato da una delle stelle più luminose della volta celeste, Capella.
In prossimità dello zenit, sulla nostra verticale, gode ancora di visibilità ottimale il grande quadrilatero di Pegaso, seguito, verso Nord Est, da Andromeda e da Perseo e, più vicino al Polo Nord Celeste, la "W" di Cassiopea e il meno appariscente Cefeo.
Vale la pena soffermarsi anche sulla piccola costellazione del Triangolo, tra Andromeda e l'Ariete: in essa si trova la Galassia a spirale M33, ben nota a tutti gli astrofili: è la terza componente per importanza del "Gruppo Locale", la concentrazione di galassie di cui fanno parte la nostra Via Lattea e la notissima Galassia di Andromeda.
A Settentrione troviamo come sempre l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore, con la Stella Polare immobile ad indicarci il Nord; tra le due Orse possiamo riconoscere il Dragone.

Dal sito ufficiale UAI, Commissione Divulgazione UAI – Unione Astrofili Italiani http://divulgazione.uai.it

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