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Cielo di Maggio 2020 

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Mercoledì, 29 Aprile 2020,  8:00 -  5:00
   

PIANETI

Mercurio: nel corso della prima parte del mese il pianeta è inosservabile. A fine mese raggiunge le condizioni di migliore osservabilità serale: proprio il 31 maggio tramonta ben 1 ora e 54 minuti dopo il tramonto del Sole. Sono le condizioni migliori dell’anno in corso per osservarlo nella luce del crepuscolo sull’orizzonte occidentale.

Venere: all’inizio di maggio il pianeta tramonta circa 3 ore e mezza dopo il Sole, ma la sua distanza angolare dal Sole, e di conseguenza, l’altezza sull’orizzonte, diminuiscono repentinamente, fino a che il pianeta diventa inosservabile, nella luce del crepuscolo serale, avvicinandosi alla congiunzione con il Sole, prevista nei primi giorni di giugno.  Venere rimane per tutto il mese nella costellazione del Toro: fino al 13 maggio si sposta con moto diretto vicino al limite tra Toro e Auriga, per poi invertire la marcia ed percorrere la costellazione in senso inverso, fino a raggiungere il Sole.

Marte: il pianeta rosso anche in questo mese è osservabile nelle ultime ore della notte. Nel suo cammino tra le costellazioni si allontana sempre più da Giove e Saturno, ritardando l’orario del suo sorgere rispetto a quello della coppia dei pianeti giganti. Possiamo individuarlo facilmente a Sud-Est prima del sorgere del Sole. Il 10 maggio Marte lascia la costellazione del Capricorno, facendo il suo ingresso nell’Acquario.

Giove: la coppia Giove – Saturno rimane protagonista dei cieli del mattino. I due pianeti si trovano a circa 5° di distanza l’uno dall’altro, ma in due costellazioni diverse: Giove nel Sagittario, Saturno nel Capricorno. Nel corso della seconda parte della notte possiamo osservarli inizialmente bassi sull’orizzonte a Sud-Est, in seguito, al sorgere del Sole, prossimi alla culminazione a Sud, con il cielo già chiaro per le luci dell’alba. Fino al 10 maggio Giove si sposta molto lentamente con moto diretto, poi rimane stazionario e inverte la marcia, iniziando a muoversi con moto retrogrado, rimanendo all’interno del Sagittario.

Saturno: la visibilità è pressoché identica a quella di Giove, che segue a circa 5° di distanza, sorgendo quindi poco più tardi, per poi percorre lo stesso cammino, da Sud-Est a Sud, nel corso delle ore che precedono il sorgere del Sole. Similmente a Giove, anche Saturno inverte il proprio moto, che da diretto diventa stazionario l’11 maggio per poi proseguire retrogrado all’interno della costellazione del Capricorno, ma riavvicinandosi progressivamente al limite con il Sagittario.

Urano:  il pianeta è ancora ad una distanza angolare dal Sole insufficiente per renderne possibile una agevole osservazione. Alla fine di maggio lo si trova ancora molto basso sull’orizzonte orientale, poco prima del sorgere del Sole, difficile da individuare tra le luci dell’alba. Urano è comunque, come di consueto, al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo individuare è necessario l’ausilio del telescopio. Urano si trova nella costellazione dell’Ariete.

Nettuno: si trova basso sull’orizzonte a Est-Sud-Est poco prima del sorgere del Sole, segue il corteo dei pianeti del mattino visibili ad occhio nudo, ed più basso sull’orizzonte, dove sorge dopo Marte. Con il passare del tempo migliorano lentamente le condizioni di osservabilità, ma per individuarlo, come di consueto, è necessario l’aiuto del telescopio, non essendo il pianeta alla portata delle osservazioni ad occhio nudo. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere fino all’anno 2022.

COSTELLAZIONI
Alte nel cielo, in direzione sud, le costellazioni del Leone e della Vergine, tra le più estese dello zodiaco, dominano la volta celeste del mese di maggio. Non sono molte le stelle brillanti in questa zona di cielo: tra le più facili da individuare segnaliamo Regolo, nel Leone, e Spica, l'unica stella di notevole luminosità della Vergine.
Sotto di essa possiamo riconoscere le costellazioni, di dimensioni decisamente minori, del Corvo e del Cratere. Le stelle più brillanti le troviamo più a Nord-Est; Arturo, nel Bootes, la costellazione del "pastore guardiano" delle due orse, e la stella Vega, della Lira, che dominerà i cieli estivi. Continua il periodo di visibilità ottimale per l'Orsa Maggiore, che si trova praticamente allo zenit.
Unico punto fisso della volta celeste - almeno in prima approssimazione - la Stella Polare nell'Orsa Minore ci indica la direzione del Nord. Tra le due Orse, sinuosa come un serpente, troviamo la lunga costellazione del Dragone.
Al centro del triangolo formato da Orsa Maggiore, Leone e Bootes, possiamo riconoscere le piccole costellazioni dei Cani da Caccia e della Chioma di Berenice.
Nelle prime ore della sera, basse sull'orizzonte occidentale, c'è ancora il tempo di ammirare alcune delle costellazioni che sono state protagoniste dei cieli invernali, in particolare l'Auriga, i Gemelli e, un po' più in alto, la debole costellazione del Cancro.
In tarda serata vedremo invece sorgere in successione a Sud-Est la Bilancia, lo Scorpione, l'Ofiuco e il Sagittario. Sopra l'Ofiuco possiamo riconoscere la Corona Boreale e la costellazione di Ercole.
La panoramica della volta celeste si conclude a settentrione, sotto l'Orsa Minore, con Cassiopea e Cefeo. A Nord-Est cominciano ad affacciarsi a notte inoltrata la già citata Lira, il Cigno e l'Aquila, che si accingono a diventare le protagoniste del cielo estivo.

dal sito ufficiale UAI

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