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Cielo di Agosto 2020 

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Mercoledì, 29 Luglio 2020,  8:00 -  5:00
   

PIANETI

Mercurio: all’inizio del mese sorge poco più di un’ora prima del Sole. In seguito si avvicina al Sole fino a diventare inosservabile: la congiunzione si verifica il 17 agosto. Nella parte finale del mese ritorna nel cielo serale, ma rimanendo estremamente basso in cielo, tramontando circa mezz’ora dopo il Sole: sarà quasi impossibile individuarlo al crepuscolo.

Venere: sorge oltre 3 ore prima del Sole e l’intervallo di osservabilità continua a crescere fino alla fine del mese. Possiamo osservarlo già alto in cielo ad Est al mattino presto, prima del sorgere del Sole. Dal 5 al 13 agosto Venere dopo aver terminato il percorso nella costellazione del Toro, il pianeta attraversa un tratto della costellazione di Orione, per poi proseguire il suo cammino nei Gemelli.

Marte: in tarda serata ci sarà un corteo di pianeti costituito da un suggestivo terzetto, con Giove e Saturno ancora ben alti in cielo e Marte che potremo osservare agevolmente nelle ore centrali della notte, fino a vederlo culminare a Sud al sorgere del Sole. Marte rimane per tutto il mese nella costellazione dei Pesci.

Giove: dopo l’opposizione del mese scorso, il pianeta gigante è ancora osservabile in condizioni ottimali. E’ l’oggetto più luminoso del cielo serale, lo possiamo osservare a Sud-Est dopo il tramonto del Sole, culmina a Sud in tarda serata e tramonta nel corso delle ultime ore della notte. Giove si sposta lentamente con moto retrogrado nella costellazione del Sagittario.

Saturno: le condizioni di osservabilità di Saturno sono praticamente identiche a quelle di Giove. I due pianeti sono destinati a rimanere vicini nei prossimi mesi. Possiamo quindi osservare Saturno per gran parte della notte, a Sud-Est la sera, a Sud nelle ore centrali della notte. Saturno prosegue il proprio lento moto retrogrado all’interno della costellazione del Sagittario.


Urano: il pianeta sorge circa mezz’ora dopo Marte. Già intorno alla mezzanotte Urano appare sull’orizzonte orientale. Lo si può pertanto osservare per tutta la seconda parte della notte. A partire dal 15 agosto il moto del pianeta si inverte e diventa retrogrado. Urano si trova ancora nella costellazione dell’Ariete. La luminosità di Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo osservare agevolmente è necessario utilizzare il telescopio.


Nettuno: il pianeta è osservabile per gran parte della durata della notte. Nettuno continua ad anticipare l’orario in cui sorge, nell’imminenza dell’opposizione al Sole, che si verifica nel mese di settembre. La sua posizione è indicativamente intermedia tra Marte e Saturno. Lo possiamo cercare a Sud-Est dopo il tramonto, a Sud poco dopo la mezzanotte, a Sud-Ovest nelle ore finali della notte. La luminosità di Nettuno è inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo ed è quindi indispensabile l’uso del telescopio per poterlo individuare. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo molto lungo, fino all’anno 2022.

Plutone: dopo l’opposizione che ha avuto luogo lo scorso mese di luglio, Plutone rimane ancora osservabile per quasi tutta la notte. Si trova tra Giove e Saturno, pertanto le condizioni di osservabilità sono praticamente identiche a quelle dei due pianeti giganti. Naturalmente la luminosità di Plutone è estremamente inferiore a quella dei giganti gassosi e per osservarlo è sempre necessario un telescopio di adeguata potenza. Plutone è destinato a rimanere nella costellazione del Sagittario ancora per alcuni anni, fino al 2023.

COSTELLAZIONI

Volgiamo lo sguardo verso Sud. Ci troviamo nel Sagittario, costellazione che occupa la zona della volta celeste nella quale è situato il centro della nostra galassia, la Via Lattea.
Da quell'area si origina un fiume di stelle che si estende tutto intorno a noi e che possiamo seguire alzando lo sguardo e andando in alto e verso sinistra, attraverso il Triangolo Estivo - ovvero le costellazioni dell'Aquila, della Lira e del Cigno .
Se già ad occhio nudo possiamo apprezzare e intuire l'immensità del disco di stelle in cui siamo immersi, con un binocolo il numero di astri visibili è incalcolabile, e innumerevoli sono le nebulose e gli ammassi stellari che si possono scorgere. Con un telescopio possiamo poi trovare una vera miniera di oggetti del cielo, splendidi soggetti per gli appassionati di astrofotografia.
Rimanendo lungo la fascia zodiacale, nelle prime ore della sera c'è ancora tempo per riconoscere le costellazioni della Bilancia e dello Scorpione che si avviano al tramonto verso occidente; a Sud - Est troviamo invece il Capricorno e l'Acquario, costellazioni relativamente grandi ma prive di stelle brillanti e difficilmente riconoscibili senza l'ausilio di una carta del cielo.
A Nord-Ovest la brillante stella Arturo contende a Vega il primato di astro più luminoso: essa fa parte del Bootes, dall'inconfondibile forma ad aquilone. Alla sua sinistra, la piccola costellazione della Corona Boreale.
Vega, che già sappiamo riconoscere come uno dei vertici del Triangolo Estivo, insieme a Deneb e Altair, nelle prima parte della notte si trova prossima allo Zenit, proprio sopra le nostre teste, e costituisce un buon punto di riferimento per proseguire il riconoscimento delle altre costellazioni.
Partendo da Vega e spostandoci verso Ovest possiamo individuare la costellazione di Ercole; più in basso, tra Vega e Antares (la stella più luminosa dello Scorpione) situata l'ampia ma poco appariscente costellazione dell'Ofiuco.
Ancora nei pressi del Triangolo Estivo, in particolare nelle notti non disturbate dalla luce della Luna, possiamo cimentarci nel riconoscimento delle costellazioni minori, come la Freccia - tra il Cigno e l'Aquila - o il Delfino, facilmente individuabile per la sua forma a rombo.
In direzione Nord, la Stella Polare è come sempre al centro della famiglia delle Costellazioni Circumpolari. L'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore sono accompagnate, procedendo in senso antiorario, dal Dragone, da Cefeo e, con la caratteristica forma a "W", da Cassiopea. Infine a Est vedremo sorgere il grande quadrilatero di Pegaso, seguito da Andromeda e Perseo, che ritroveremo protagonisti dei cieli autunnali.
Ricordiamo che nel Perseo si trova il "radiante" dello sciame di meteore detto appunto delle "Perseidi".
Qest’anno in agosto saranno favorevoli per osservare meteore grosso modo le notti centrali del mese, poichè prive o quasi del disturbo lunare, dato che sarà Luna Nuova il 19 agosto, poco dopo la maggior frequenza. Agosto è ad ogni modo un mese ricco anche di altri sciami, per lo più concentrati lungo l’eclittica tra le costellazioni dell’Aquila e dell’Aquario. Queste correnti non mostrano gran quantità di stelle cadenti, né massimi particolarmente accentuati, essendo formate da piccoli corpuscoli che impattano con l’atmosfera con bassa velocità e che si sono dispersi ormai quasi completamente. Non di rado, per lo più dalle stesse regioni eclitticali, possono anche capitare spettacolari bolidi, dovuti a radi meteoroidi più consistenti e compatti.

A fine luglio e all'inizio di agosto diventano più numerose le alfa Capricornidi (max 1/2 agosto) che sembrano irradiarsi da un’area a pochi gradi a nord est della stella omonima. Visibili per tutta la notte, quest'anno dopo il tramonto della Luna offrono una buona opportunità per le applicazioni video fotografiche, visto che queste meteore sono all'apparenza lente e per lo più brillanti, con una caratteristica esplosione finale.

Come detto, durante tutto agosto un certo numero di meteore sarà osservabile dai numerosi radianti attivi nella regione dell’Aquario. Queste correnti sono credute spesso ingiustamente possedere una bassa densità spaziale, ma in realtà sono generate da corpuscoli minuti, che impattando abbastanza lentamente, producono un esiguo effetto luminoso. Tra queste la componente settentrionale delle delta Aquaridi (max 8/9 agosto) e le Aquilidi (max 10 agosto) saranno quelle da cui sarà più facile rilevare una certa attività. Entrambe le correnti saranno meglio osservabili nella prima parte della notte fino al sorgere della Luna.

 

dal sito ufficiale UAI

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